Imparerò…l’arTe di ricominciare!Paola Turci

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Se la vita è l’infinita pazienza di ricominciare…ascoltare Paola Turci da “Fatti bella per te” in poi è sempre più una spinta a vivere la propria femminilità con eleganza e semplicità, leggerezza e impegno…pensando che sei più bella quando sei davvero tu!

Con il nuovo album “Viva da morire” torna ancora a sorprenderci con dieci canzoni in cui, da interprete, racconta la “Piccola” che è stata e la donna che è oggi con quello che desidera e che ancora le manca.


«Ci sono i miei undici anni, quando iniziavo a suonare la chitarra, il periodo delle scoperte, il periodo più  bello e felice… E ritrovo quel momento di felicitàogni volta che faccio nuove scoperte o quando arriva una canzone che mi illumina, mi commuove. Quando sento una storia di vita che posso abbracciare. Questo mi rende felice.»


Un disco che continua il percorso iniziato con il libro “Mi amerò lo stesso”, un percorso in cui – come dice lei stessa in un’intervista – si scopre che noi siamo soli all’inizio e alla fine della vita, ma che nel mezzo, nel centro siamo insieme. Così “Viva da morire” è una dichiarazione di coraggio, un modo di essere che si sposa bene con il precedente lavoro, in cui Paola Turci racconta come in un diario musicale quella donna che non ha paura di trasformarsi, di essere stessa, che non vive le proprie fragilità come una colpa, ma che sa mettere in circolo quella emotività più nascosta con la delicata forza del “fiore che rompe la terra”.

L’arTe di ricominciare, allora, diventa quella canzone capace di farti risuonare dentro la gioia degli inizi, delle possibilità, ben simboleggiato da quel bianco che risalta nell’immagine di copertina del disco. L’amore, la relazione con se stesse e con gli altri ama le ripartenze nella fiducia di quell’abbraccio in cui facciamo fatica ad abbandonarci, ma da cui può ricominciare il mondo!


“L’istante in cui stai per crollare
Imparerò a ricominciare
E se l’amore è un atto di coraggio
tra le tue braccia ricomincia il mondo
È una rivoluzione naturale
L’arte di ricominciare… “

Palma Lionetti


“Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?
Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere
e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona?
Un abbraccio è esprimere la propria esistenza
a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada,
nella gioia e nel dolore.
Esistono molti tipi di abbracci,
ma i più veri ed i più profondi
sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.
A volte un abbraccio,
quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno,
fissa quell’istante magico nell’eterno.
Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso,
fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa
o si ha paura di sapere.
Ma il più delle volte un abbraccio
è staccare un pezzettino di sé
per donarlo all’altro
affinché possa continuare il proprio cammino meno solo”.


Pablo Neruda

Andrà tutto bene?…Sì, andrà tutto bene!

E’ lunedì…e oggi Levante lancia il video del nuovo singolo “Andrà tutto bene”! Il testo, come il video, è una efficace fotografia della realtà, una realtà in cui facciamo fatica ad avanzare con fiducia, in cui la speranza sembra essere appesa ad un filo, senza memoria e senza un’idea di futuro…Arrivati al ritornello, però, viene anche a te di chiederti:

” Questo è il futuro che sognavi per te
credevi fosse più lontano eh? ti senti fuori tempo limite contro ogni previsione
hai perso il desiderio della rivoluzione”

Una canzone coraggiosa, che sembra squarciare tra rabbia e speranza quel velo di indifferenza che avvolge temi come quello dei migranti, del caso Cucchi, delle diverse ingiustizie di cui è piena la terra che abitiamo.
“Andrà tutto bene”, come spiega la stessa Levante in un’intervista, è il “racconto di un futuro senza memoria, elenca un presente spaventoso ma aggrappandosi alla promessa che ‘andrà tutto bene’.

Non è soltanto un notiziario, ma è una presa di coscienza, essere grandi ma sentirsi comunque piccoli davanti alle catastrofi ambientali e politiche disumane e all’indifferenza quasi pornografica, da censura. L’uomo del presente ha dimenticato l’uomo del passato, quello delle grandi rivoluzioni, delle grandi evoluzioni, e indietreggia senza un’idea di futuro per paura compiendo scelte sbagliate, issando muri e allontanando ciò che non comprende”.

Allora che si fa?! Cantarla… per non smarrire quel filo rosso che lega le nostre esistenze, che ci fa più umani, perché sappiamo che ci sarà sempre qualcuno a cui potremo dire con fiducia:
“tienimi stretta in un abbraccio
non ho paura se ci andiamo insieme
del domani mi ripeti che
andrà tutto bene “

Palma Lionetti

Imparare ad essere una donna con Penelope e…Fiorella Mannoia

“Quello che le donne non dicono”…”Sally”…e ora nel nuovo album “Imparare ad essere una donna” e “Penelope”, scritta da Ivano Fossati con il quale la Mannoia ha collaborato in molte occasioni.
Ci fanno ancora compagnia certe lettere d’amore?…oppure come Sally camminiamo per strada pensando che è tutto un equilibrio sopra la follia? Ascoltando Imparare ad essere una donna e Penelope pensavo…

Quando a Penelope giunge la notizia della distruzione della città di Troia, grande è stata la sua gioia… ma questo sentimento non dura molto nel suo cuore, perché Ulisse non fa ritorno e lei continua a sentire il vuoto dello sposo «sempre assente». Scriverà, infatti, per mano di Ovidio in una lettera ( le Heroides ve le ricordate?…una raccolta di lettere alquanto struggenti di donne come Didone, Medea, Arianna e altre donne abbandonate da eroi):


“Tu, che pure sei vincitore, te ne stai lontano e non mi è dato sapere quale sia la causa del ritardo o in quale parte del mondo tu, crudele, te ne stia nascosto. […] In quali terre vivi, o dove indugi lontano?

Sicuramente in queste parole scritte da Ovidio emerge la paura di una donna di essere abbandonata, forse sarebbe stato meglio per Penelope che la guerra contro Troia non fosse finita almeno così il volto del nemico era conosciuto:

«saprei dove combatti e avrei timore solo della guerra ed il mio lamento si unirebbe a molti altri».

Invece Penelope non conosce il suo nemico e così ha «paura di tutto», il suo timore è che il cuore di Ulisse potesse essere di un’altra donna…

Tutto molto plausibile, ma la lezione di femminilità che apprendiamo ascoltando Penelope di Fiorella Mannoia è ben diversa.


” … si, non mi piace implorare
non mi metto in ginocchio
ma ho una grazia da domandare
ho una grazia da domandare
io proprio non lo sapevo
che l’amore fosse anche veleno
io proprio non lo vedevo che una barca qualunque lo portava via
me lo portava via
so curare le rose
aggiustare le cose, io so
poi aspetto il tramonto con gli occhi chiusi
alla distesa del mare e del mondo
accendo luci e canzoni
per continuare a sperare “

Allora, io, tu…noi donne oggi potremmo essere così come questa Penelope raccontata in musica dalla Mannoia…donne che sanno sostenere il peso di una qualsiasi mancanza o assenza curando le rose, aggiustando le cose, aspettando il tramonto, ma accendendo luci e canzoni per continuare a sperare!

Palma Lionetti