Imparare ad essere una donna con Penelope e…Fiorella Mannoia

“Quello che le donne non dicono”…”Sally”…e ora nel nuovo album “Imparare ad essere una donna” e “Penelope”, scritta da Ivano Fossati con il quale la Mannoia ha collaborato in molte occasioni.
Ci fanno ancora compagnia certe lettere d’amore?…oppure come Sally camminiamo per strada pensando che è tutto un equilibrio sopra la follia? Ascoltando Imparare ad essere una donna e Penelope pensavo…

Quando a Penelope giunge la notizia della distruzione della città di Troia, grande è stata la sua gioia… ma questo sentimento non dura molto nel suo cuore, perché Ulisse non fa ritorno e lei continua a sentire il vuoto dello sposo «sempre assente». Scriverà, infatti, per mano di Ovidio in una lettera ( le Heroides ve le ricordate?…una raccolta di lettere alquanto struggenti di donne come Didone, Medea, Arianna e altre donne abbandonate da eroi):


“Tu, che pure sei vincitore, te ne stai lontano e non mi è dato sapere quale sia la causa del ritardo o in quale parte del mondo tu, crudele, te ne stia nascosto. […] In quali terre vivi, o dove indugi lontano?

Sicuramente in queste parole scritte da Ovidio emerge la paura di una donna di essere abbandonata, forse sarebbe stato meglio per Penelope che la guerra contro Troia non fosse finita almeno così il volto del nemico era conosciuto:

«saprei dove combatti e avrei timore solo della guerra ed il mio lamento si unirebbe a molti altri».

Invece Penelope non conosce il suo nemico e così ha «paura di tutto», il suo timore è che il cuore di Ulisse potesse essere di un’altra donna…

Tutto molto plausibile, ma la lezione di femminilità che apprendiamo ascoltando Penelope di Fiorella Mannoia è ben diversa.


” … si, non mi piace implorare
non mi metto in ginocchio
ma ho una grazia da domandare
ho una grazia da domandare
io proprio non lo sapevo
che l’amore fosse anche veleno
io proprio non lo vedevo che una barca qualunque lo portava via
me lo portava via
so curare le rose
aggiustare le cose, io so
poi aspetto il tramonto con gli occhi chiusi
alla distesa del mare e del mondo
accendo luci e canzoni
per continuare a sperare “

Allora, io, tu…noi donne oggi potremmo essere così come questa Penelope raccontata in musica dalla Mannoia…donne che sanno sostenere il peso di una qualsiasi mancanza o assenza curando le rose, aggiustando le cose, aspettando il tramonto, ma accendendo luci e canzoni per continuare a sperare!

Palma Lionetti